Categoria: Nazionale

Autore: Redazione

Pubblicato il: 04/07/2020

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Un Italpol ancora più forte. "E stavolta completo"

Un Italpol ancora più forte.

Non è solo un capitano, ma è il cuore dell’Italpol. Parliamo di Alex Gravina, fondatore dei biancoblù, capace di portare la prima squadra in questi anni a scalare i campionati, passando sempre di categoria. Quest’anno, al primo di A2, l’obiettivo non era certamente quello di salire nella massima serie, eppure è arrivato l’ennesimo riconoscimento dal campo: il terzo posto. E chissà come sarebbe finita senza covid, in piena zona playoff. “Non avevamo fatto una squadra per vincere ma per puntare comunque ai playoff consci del fatto che la A2 fosse un campionato molto più complesso rispetto alla serie B vinta un anno prima. Purtroppo abbiamo avuto quel mesetto e mezzo in cui almeno in cinque eravamo fuori per infortunio ma a parte quel periodo travagliato, era stato fino ad allora un gran campionato”.

LA SOCIETÀ è riconosciuta ormai come una società molto seria che sa di vero futsal: “Ogni anno cerchiamo di creare un bel gruppo dai più piccoli fino a noi della prima squadra. Per me l’obiettivo principale rimane sempre quello di crescere e migliorarsi non solo a livello sportivo ma anche societario. Se si è strutturati in un certo modo, tutto è sempre possibile e la crescita rimane costante. Abbiamo messo su una buona scuola calcio e tutto il settore giovanile, l’under 19 stava andando molto bene. Proveremo anche a fare degli stage ma tutto dipenderà dalle nuove normative, vedremo cosa fare e soprattutto se si potranno fare”.

Tornando alla serie A2, parecchi nuovi innesti. Soddisfatto?
“Innanzitutto lo scorso anno eravamo di meno mentre ora siamo più completi. Abbiamo fatto dei cambiamenti perché alcuni giocatori non hanno deciso di rimanere, chi per motivi lavorativi, chi per ragioni diverse. Abbiamo cercato di migliorare e puntellare la rosa dove serviva per continuare a fare bene, se non meglio, anche il prossimo anno e credo che l’amalgama del gruppo arriverà presto perché tutti i ragazzi già si conoscono e hanno avuto esperienze precedenti in altre squadre”.

C’è la data di ripresa: il 17 ottobre.
“A me nessuno toglie dalla testa che non si ripartirà per quella data perché purtroppo il virus ancora non arretra non solo in Italia ma in tutto il resto del mondo. Molte strutture non sono attrezzate per giocare e convivere con le norme che ci impone lo stato e anche questo non è da sottovalutare. Questo covid cosi subdolo è stato una botta al cuore per tutte le società: se si va a vedere nello specifico del calcio a 5, praticamente tutte le realtà si reggono sugli sponsor e considerando che grandi compagnie stanno fallendo, si capisce perché molte squadre già hanno alzato bandiera bianca. Deve ripartire l’intera economia ma nonostante qualche paura che credo sia umana oggi, cerchiamo di restare ottimisti e di tornare al più presto a sorridere giocando a pallone".

Ufficio stampa


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